CLOSET

Fare fuori il vecchio per far posto al nuovo

Trendcrossing

7 gennaio 2018

Ci sono donne che dell’organizzazione dei guardaroba altrui hanno fatto una professione.

Bella forza, siamo tutte brave a buttare la roba d’altri. Il maglione è fuori moda? Dal cassetto al cassonetto. Il passo è breve. Che importa a quelle scrucciate se l’articolo lanoso in oggetto è stato il coprotagonista di tanti ciak importanti della nostra vita.

Ma noi donne, con le gonne, i vestiti, e anche con i pantaloni, insomma con i nostri abiti creiamo stabili relazioni interpersonali: ce li compriamo con il sudore della fronte, dopo averli agognati prima su qualche rivista e poi in qualche vetrina, o su qualche shop on line, li indossiamo con immane soddisfazione e poi (cosa che non fanno  gli uomini) ce ne prendiamo cura.

Lavaggi e prelavaggi, smacchiature, stirature, aggiustature a fare da collante tra un indossamento e l’altro.  

Finché arriva un giorno in cui ci accorgiamo che non riusciamo più a chiudere le ante dell’armadio, e decidere cosa buttare o cosa tenere in un guardaroba assume le proporzioni di un dilemma esistenziale.

C’è chi si fa prendere dal panico (guardarobafobia), chi accusa malesseri improvvisi di natura dichiaratamente psicosomatica (vedi pelle effetto maculato, molto di moda quest’anno), chi cela dietro un’apparente spavalderia il timore di non rientrare più nei vecchi abiti (tagliaplusfobia).

 

“Ai cassetti l’ardua sentenza, riusciranno a contenere vecchio e nuovo? L’armadio chiederà l’indulto per tutto il demodé che fa la muffa ai piani alti?”

Inutile dire che ancora una volta eserciteremo con saggezza il nostro libero arbitrio e procederemo con metodo, per coniugare ragione e sentimento.

Ritornerò… un bel giorno da te

La prova dei capi permette di effettuare una prima selezione importante (trattasi della darwiniana selezione naturale): è inutile conservare il jeans taglia 40 se da 10 anni si porta la 44, a meno che non si abbia una figlia preadolescente che ama il vintage o che si attenda gli esiti per altro devastanti della dieta dei limoni.

Ti amo ti, amoooo

I capi a cui siamo affezionati (un regalo, un evento, un amore) non andrebbero mai buttati, perché come le foto e i libri fanno parte dell’archivio della nostra vita, e, a meno che non si viva su un camper, bisogna destinare un angolo dell’armadio a questi ricordi viventi. 

Gipsy Style

Nessuno mi può giudicare, nemmeno tu

I dettami della moda non sono dei diktat, abbinare classico e trend, vintage e tecno è libero arbitrio delle personalità più creative. Alcuni capi poi godono dell’immunità fashionista, come dire, non passano mai.

Il blazer classico, la camicia bianca, il tailleur di tweed, il tubino nero devono essere e rimanere colonne portanti da mantenere e conservare con estrema cura.

E la gonna gipsy che da alcuni anni sembrava più adatta come copridivano? Solo le accorte che l’hanno conservata, quest’anno potranno permettersi (senza spendere un quattrino) il boho style con il loro gonnellone d’annata (meglio se originario anni ’70).

Era un gioco, non era un fuoco

Tutto ciò che avete comprato quando eravate depresse o ansiose, a dieta o all’ingrasso, appartiene solitamente alla categoria “abiti da cestinare”.

Di solito fanno parte di questa sottospecie: abiti troppo stretti o troppo larghi, troppo colorati o tristemente grigi, insomma tutto il troppo o il troppo poco che nel vostro guardaroba usurpa il posto ad abiti nuovi che vi rappresentano veramente.

 

“Io mi sono già portata avanti con il lavoro: ho venduto sul gruppo Facebook Trendcrossing un piumino di Ermanno Scervino e ho comprato due jeans spalmati oro di Amy Gee”

Ed ora? Ve lo dico in un orecchio: sono iniziati i saldi…Pronte per lo shopping selvaggio?

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