“Selfie: tutto inizia con l’inquadratura … “

Selfando si impara

“Sono negato per i selfie…” Non esiste. Intendo che non esistono persone negate a prescindere, per nessuna cosa. È vero che la natura ha regalato ad ognuno di noi delle doti, ma è la passione che ci porta a riuscire anche nelle cose apparentemente più complicate.  Vogliamo imparare a scattarci delle belle foto facendo tutto da soli? E allora diamoci dentro, e non ci fermiamo ai primi scatti venuti male.

Abbiamo già detto che non è facile, perché quando ci selfiamo siamo al tempo stesso fotografi e modelli. Dobbiamo pensare contemporaneamente come chi si trova dietro e davanti all’obiettivo.  Ma del resto non abbiamo rullini da comprare né foto da sviluppare, ma uno smartphone con cui sparare tutte le prove selfisitiche che vogliamo, giusto??!! 

Ad ogni modo scattare a caso non porta da nessuna parte, si rischia di rimanere insoddisfatti e di stufarsi prima di riuscire a realizzare qualche scatto interessante. 

Partiamo dall’inquadratura per capire come diverse modalità di ripresa portano a immagini che comunicano emozioni diverse.

Le foto che seguono sono un selfistico esperimento davanti al mio angolo make-up: prove tecniche di inquadratura riflessa nello specchio, prima di uscire per una passeggiata. Studiamole una per una.

Are you ready??? 

1. Il messaggio

È la prima cosa a cui pensare. Cosa voglio dire con questa foto? Voglio raccontare una storia, esprimere un’emozione, svelare un lato del mio carattere? Un autoritratto racconta sempre qualcosa di noi a chi ci guarda. Quindi chiedersi cosa vogliamo dire è importante, così come trovare il modo più appropriato per esprimerlo. Prima di pensare all’inquadratura della nostra foto dovremo pensare a quello che vogliamo comunicare.

Se voglio mostrare il mio outfit mi ritrarrò a figura intera cercando di non tagliarmi i piedi, se voglio mostrare il trucco, cercherò l’angolazione migliore per il mio viso evitando di tagliarmi parti del volto, o di posizionarmi troppo vicino all’obiettivo per non deformarmi la faccia. E qui siamo tutti d’accordo. Ma per ottenere una foto originale bisogna aguzzare un po’ l’ingegno e sperimentare un po’ prima di arrivare all’immagine che ci soddisfa.

Qui avevo appena finito di prepararmi, avevo anche già indossato gli occhiali da sole…il messaggio della foto doveva essere “ciao a tutti, io esco…ma prima mi dò un’ultima occhiata allo specchio, và”…

In questa prima immagine non sapevo se mostrare l’outfit o la postazione trucco, nell’indecisione ho scelto un’inquadratura che prendesse tutti e due… ma non mi ha tanto soddisfatta, mi dava l’idea di un saluto un po’ troppo freddo e frettoloso.

2. Cerchiamo l’inquadratura

Non è che il mio outfit fosse questo granché, niente di speciale da mostrare, quindi mi sono seduta e ho cambiato inquadratura, scegliendo un taglio più centrato sul viso e sul riflesso della stanza nello specchio, ma i cosmetici troppo in primo piano hanno preso il sopravvento, infatti sono la prima cosa che salta all’occhio nell’immagine che è tutta sbilanciata sul lato sinistro. Anche la porta dietro di me è troppo in evidenza. Insomma io sono almeno al terzo posto nelle cose che si notano in questa immagine.

3. Troviamo l’espressione

Vabbè, ormai è risaputo, fare la scema è la cosa che mi viene meglio. Ho provato un’espressione stile “cucù” sbucando da dietro il telefono, cercando di nascondere la porta con la testa. Risultato: l’immagine è più luminosa, senza quella chiazza nera alle mie spalle, l’espressione mi rappresenta bene e il riflesso dello specchio negli occhiali crea uno strano effetto divertente stile “quattrocchi”. Felice come una bambina che sta per uscire…e che controlla di non avere il rossetto sui denti…(a me succede di continuo e a voi?) 

4.  Chiudiamo in bellezza

Dopo una sequenza di facce da scema, ho inclinato la testa e anche il telefono per cercare una nuova inquadratura. È stato come scoprire un nuovo punto di vista, una nuova prospettiva, più rilassata e più sincera. Inclinato a 45° non so perché il mondo mi è sembrato più bello e mi è venuta fuori questa faccia un po’ sognante. Mi sono tolta gli occhiali da sole e ho guardato l’obiettivo del telefono per guardare in faccia chi mi guarda e dirgli “ciao, è sabato, c’è il sole e io esco a farmi una passeggiata, niente di che…ma sono felice!”.

Tutto questo per dirvi che il messaggio è alla base di tutto, da quello si costruisce l’inquadratura, per farlo cambiamo posizione a noi stessi e allo smartphone per rendere nel miglior modo possibile quello che vogliamo dire. Ci vuole un po’ di tempo e pazienza lo so, ma ormai lo sappiamo tutti…per le foto al volo c’è sempre l’autovelox!

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