Style is a cross of emotions

Guardaroba sotto esame

Guardaroba sotto esame

Complice un trasloco e la temporanea mancanza di un armadio, quest’anno mi sono dovuta adattare ad un capsule wardrobe. Praticamente un appendiabiti Rigga di Ikea che ho caricato del mio indispensabile.

A primavera quando è stato il momento di fare il “cambio dell’armadio” (purtroppo non nel senso letterale del termine)  ho messo sotto esame il mio piccolo guardaroba per decidere cosa tenere e cosa buttare.

Di solito passo in rassegna i pezzi più datati davanti allo specchio in completa solitudine cercando di guardare con occhio critico, ma poi finisco sempre per non buttare nulla perché sono un’inguaribile nostalgica quando si parla di vestiti.

Quest’anno però per esigenze di spazio non posso cedere al sentimentalismo e vorrei decidermi a buttare qualcosa.

Vivendo con due uomini che non si curano minimamente di queste problematiche e non avendo in questa mia nuova sistemazione amiche a cui chiedere un tanto frivolo favore, mi sono affidata ai consigli del gruppo Facebook “le econome: moda e make-up” ed ecco che cosa è venuto fuori dopo che ho sottoposto miei outfit ad un pubblico di circa 30000 anime…

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I biker nero e bianco di Satinette e corallo di Volpi hanno passato l’esame così come i miei abiti stampati Desigual, Motivi e Lisa Landri. Bocciata la felpa-chiodo di Piazza Italia pagata 10 € ai saldi lo scorso anno…(ma non posso buttarla…è così morbida…come dico sempre la porterò in casa). Anche le mini Oviesse e C&A sono state promosse, mentre la camicia di Motivi è stata etichettata come “molto triste”, e la t-shirt blu “troppo accollata” (peccato io adoro lo scollo a barchetta).

Critica ricorrente: “sei troppo anni ’90″…

Bè lo devo ammettere lo stile “girlish” dei miei vent’anni mi è rimasto nel cuore…purtroppo (o per fortuna) si vede, e io sono combattuta tra il combattere o assecondare questa mia nostalgica passione per la moda di quegli anni…ci penserò.

Intanto come al solito, ho deciso di non buttare nulla e di comprarmi finalmente un armadio vero…ovviamente sempre con un nome impronunciabile targato Ikea.

 

 
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